Sulla home-page del Comune di Fondi, oggi 03 agosto 2011, faceva bella mostra una dichiarazione del Consigliere Comunale di maggioranza (PDL) Biagio Coppa circa il “Protocollo di intesa provinciale Sicurezza sul lavoro”.
Il plauso di quest’ultimo all’iniziativa non desterebbe sorpresa se proprio l’Ente di cui egli è amministratore non fosse inadempiente sotto questo punto di vista.
Crediamo, inoltre, che non possa non essere a conoscenza dell’argomento. Infatti uno che millanta essere promotore del Ciclo di seminari “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” in collaborazione proprio con il Comune di Fondi e di un’Associazione forense locale, non può far finta di ignorare che all’interno della Nuova Casa Comunale, quindi un luogo di lavoro dove egli esercita anche il suo mandato, non esiste alcuna segnaletica relativa alla sicurezza.
Probabilmente è all’oscuro che il Comune di Fondi, allo stato attuale, non è dotato di un D.V.R. (Documento di Valutazione dei Rischi), tantomeno è provvisto di un Piano di Evacuazione in caso di calamità (dovrebbe essere esposto in bella vista), oppure della valutazione dello stress correlato. Tutti elementi che, in circostanze normali, indurrebbero alla chiusura o alla sanzione qualsiasi azienda.
In questo contesto, ci sembra paradossale che le figure addette, per legge, a far rispettare i diritti dei lavoratori nei confronti dell’Ente, quindi il Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione e il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza non abbiano sollevato eccezioni sull’argomento.
Vogliamo sperare che siano stati regolarmente nominati e soprattutto che abbiano svolto corsi di aggiornamento in materia così come previsto dal decreto legislativo del 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni.
A questo punto, prima di sbandierare velleitarie posizioni propagandistiche, occorrerebbe verificare quanto segnalato e nel caso promuovere proprio all’interno del Comune di Fondi un seminario sulla sicurezza e sull’applicazione pratica delle leggi a cui la materia demanda.
Su quest’ultimo punto, forse, occorrerebbe indagare se la struttura sia in ordine con tutte le certificazioni e idoneità di agibilità previste dalla legge.
Crediamo che attenersi a canoni di decenza e di riservatezza possa essere, ogni tanto, utile.
Il portavoce Barbato Umberto