Archivio mensile di marzo, 2011

Manifestazione Nazionale a Roma 26 marzo

26 marzo 2011

Ore 14.00 – Piazza della Repubblica

Manifestazione nazionale a Roma

VOTA SI’ AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!

SI’ per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni,

dei diritti, della democrazia

Povera Polverini?

La Presidente della Regione Lazio, secondo le recenti indiscrezioni pubblicate dall’Espresso, avrebbe vissuto per 15 anni abusivamente all’interno di un’abitazione dell’Ater (Azienda Territoriale per l’Ediliza Residenziale della Regione Lazio) a San Saba, quartiere romano ormai esclusivo. Si tratta, infatti, di alloggi popolari riservati ai meno abbienti per accedere ai quali bisogna avere redditi particolarmente bassi, comunque non superiori ai 40 mila euro annui.
Eppure, secondo il settimanale, la ex sindacalista dichiarava nel 2008 140mila euro lordi. Non solo. Sembrerebbe infatti che mentre risedeva in quall’alloggio, riservato ai poveri e ai senza casa, la stessa Polverini procedeva all’acquisto di un alloggio a Perugia, 4 a Roma (di cui 2 nel quartiere Aventino) e di ‘mezza dozzina di box’ nella Capitale. Siamo alle solite: chi dovrebbe vigilare sul rispetto delle regole e delle garanzie è trasgressore di quelle stesse regole che dovrebbe far rispettare. E’ l’eterno conflitto di interessi a cui, purtroppo, rischiamo sempre più di abituarci.

polverini_r La Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, secondo le recenti indiscrezioni pubblicate dall’Espresso, avrebbe vissuto per 15 anni abusivamente all’interno di un’abitazione dell’Ater (Azienda Territoriale per l’Ediliza Residenziale della Regione Lazio) a San Saba, quartiere romano ormai esclusivo. Si tratta, infatti, di alloggi popolari riservati ai meno abbienti per accedere ai quali bisogna avere redditi particolarmente bassi, comunque non superiori ai 40 mila euro annui.

Eppure, secondo il settimanale, la ex sindacalista dichiarava nel 2008 140mila euro lordi. Non solo. Sembrerebbe infatti che mentre risedeva in quell’alloggio, riservato ai poveri e ai senza casa, la stessa Polverini procedeva all’acquisto di un alloggio a Perugia, 4 a Roma (di cui 2 nel quartiere Aventino) e di ‘mezza dozzina di box’ nella Capitale.

Siamo alle solite: chi dovrebbe vigilare sul rispetto delle regole e delle garanzie è trasgressore di quelle stesse regole che dovrebbe far rispettare.

E’ l’eterno conflitto di interessi a cui, purtroppo, rischiamo sempre più di abituarci.

www.linkontro.info

Fondi e la biblioteca alluvionata

“A centocinquant’anni della proclamata Unità d’Italia, Fondi democratica auspica che gli alti valori morali, civili e culturali da cui tale evento trasse origine e forza trovino rinnovata vitalità e concreto sviluppo…”. Così si legge nella lapide commemorativa apposta a Fondi il 17 marzo dalle autorità cittadine, presente il Senatore Fazzone ma non il Sindaco De Meo. Sorvoliamo su “gli alti valori morali e civili” dimostrati dal centro destra fondano in questi anni, a partire da quelle infiltrazioni mafiose denunciate dall’ex Prefetto, al quale gli eventi di questi giorni danno sempre più ragione e che a questo punto dovrebbe ricevere quantomeno le scuse da parte di chi lo ha denigrato e diffamato, primo fra tutti il Senatore Fazzone.
Nella lapide si parla anche di “alti valori culturali” e questo è un altro punto dolente della nostra amministrazione. Sì perché a Fondi, nonostante i bilanci disastri lasciati dalla giunta Parisella, già emersi nei mesi di austerità del commissario Nardone, si trovano i soldi un po’ per tutto, tranne che per la cultura. Ci sono i soldi per queste celebrazioni, ad esempio, o per varianti da un milione di euro improvvisamente scomparse, come nel caso della nuova piazza De Gasperi. Ma per rendere agibile la biblioteca comunale no.
Eppure sono dieci anni che partiti, associazioni, organi di stampa e il personale stesso della biblioteca lamentano lo stato di abbandono in cui versa l’intera struttura. Quello delle infiltrazioni d’acqua è il primo e più grave problema. In questi giorni di pioggia incessante, studenti e lettori hanno potuto vivere in prima persona una situazione degna forse degli slums indiani, non certo di un paese occidentale che si dice civile. Cestini trasformati in secchi per raccogliere l’acqua piovana che cade direttamente dentro l’edificio, per di più vicino le postazioni internet, cioè a dire vicino l’elettricità, umido sulle pareti degli scaffali che sia allargano a macchia d’olio, l’atrio completamente allagato.
Insomma, una situazione indegna che sembra destinata a peggiorare anno per anno. Lasciamo stare il problema dei condizionatori o del tetto in lamiera, ma è mai possibile che nessuno si decida a mettere mano perlomeno ai problemi più urgenti, che riguardano l’agibilità e perfino l’incolumità dei cittadini? Sono questi gli “alti valori civili e culturali”, questa l’idea di servizio ai cittadini? E’ proprio il caso di dire che, in mancanza di concreti riscontri nel buon andamento delle cose, persino le più elementari, le celebrazioni di grandezza altro non sono che retorica e ipocrisia.

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Il Centro Commerciale Naturale e l’incapacità del Comune di Fondi

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Mentre si appresta a festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia, con manifestazioni e tricolori su ogni balcone, il Comune di Fondi estromette dalla memoria cittadina due grandi padri della patria, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini.

Lo si nota dando un’occhiata ai depliant, diffusi in questi giorni, che illustrano il nuovo Centro Commerciale Naturale, istituito nel centro cittadino con gli appositi fondi regionali. Sulla cartina contenuta nel depliant, le vie del centro storico dedicate ai due protagonisti del Risorgimento sono infatti sostituite inspiegabilmente con altri nomi, con il bizzarro risultato, tra l’altro, di avere due vie intitolate ad Alessandro Manzoni nell’arco di poche centinaia di metri.

A cosa si deve un errore così marchiano? Forse a un rigurgito leghista dei nostri amministratori? No, è dovuto più semplicemente alla scarsa attenzione e all’estrema approssimazione del Comune nel licenziare il proprio materiale informativo: a quanto pare la cartina è stata scaricata in tutta fretta da qualche sito internet.
Eppure non si tratta di dettagli trascurabili. Il Comune è il primo responsabile della toponomastica cittadina e appare paradossale che un depliant, pubblicato con lo scopo di favorire il turismo, confonda i luoghi all’interno di una dozzina di strade del proprio centro storico.

Il Centro Commerciale Naturale è istituito con i soldi regionali e sul volantino appaiono i nomi di numerosi partner istituzionali e commerciali. Non è proprio un bel servizio quello che è stato reso loro, né tantomeno alle botteghe artigiane e commerciali che il centro storico tengono in vita.

Contestualmente l’intera zona dentro le antiche mura andrebbe tutelata in primo luogo favorendone l’accesso e la percorribilità. Ma cosa è stato messo in cantiere per il recupero dell’antico basolato che così com’è rappresenta un rischio per l’incolumità di pedoni e ciclisti?

Che fine hanno fatto a riguardo le roboanti promesse del Pdl e del vassallo Fazzone in campagna elettorale?

Il portavoce
Umberto Barbato

La cartina così come appare sul depliant del Comune di Fondi (in rosso le diciture corrette)

Riunione SEL 11 marzo 2011

sel_newE’ convocata la riunione del circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Fondi, Monte San Biagio e Sperlonga per venerdì 11 alle ore 19:00 nelle sede di Legambiente di Fondi.

odg:

- modifica statuto, resoconto incontro con opposizione e iniziative;
- elezioni sperlonga;
- interrogazione regionale sulla Giudea;
- iniziativa paesaggio precario;
- tesseramento 2011;
- comunicazione del portavoce su questione presidenza membro di SEL alla commissione legalità regione lazio;
- varie ed eventuali.

Fondi; Nieri-Zaratti: “Presentata interrogazione su complesso residenziale della Giudea”

sel_new“Abbiamo presentato in Consiglio regionale un’interrogazione sull’utilizzo delle risorse e del complesso residenziale della Giudea di Fondi. A partire dal 1990, seguendo le indicazioni della legge 457/Piano decennale per la casa, la Regione ha infatti deliberato consistenti voci di spesa destinate all’acquisizione di immobili “al fine di incrementare l’offerta pubblica di alloggi”, precisando che gli interventi dovevano “riguardare immobili aventi destinazione residenziale o essere riattivabile a tale destinazione per non meno del 75%”. Di quegli stanziamenti, 2 miliardi e 800 milioni di vecchie lire furono destinati ad una parte del centro storico del Comune di Fondi. Nel 1996, in seguito alle delibere e alle ratifiche necessarie a completare l’iter, la commissione tecnica dell’allora Istituto Autonomo per le Case Popolari di Latina espresse parere favorevole. Parliamo di 15 alloggi per una superficie complessiva di 1700 metri quadri (recupero primario), dei quali 907 destinati a residenze”.

“Ultimati i lavori di recupero già da qualche anno, e avviata una graduatoria di assegnazione degli alloggi per i richiedenti, avviene un fatto anomalo: anziché assegnare gli alloggi agli aventi diritto, l’11 giugno 2003 il Consiglio comunale, con delibera n. 23, stabilisce di “destinare il complesso architettonico denominato Giudea, alla foresteria del Comune di Fondi e a servizi culturali – proseguono Nieri e Zaratti”. In sostanza il Comune si era avvalso dei finanziamenti per il recupero degli immobili in ragione della loro destinazione residenziale, ma una volta ottenuti i soldi e ultimati i lavori, decide di utilizzare il tutto per ospitarvi amici e conoscenti. Abbiamo notizia che transitano per le stanze della Giudea artisti, calciatori e personaggi noti. Ancora nel 2010 i giocatori della Fondi Calcio ne fanno richiesta e ottengono gli appartamenti come dormitorio, tanto che fino a qualche anno fa alcuni di loro sembravano proprio abitarci stabilmente”.

“Anziché curare l’interesse generale e dei cittadini bisognosi e rispettare le disposizioni di legge, gli amministratori hanno preferito utilizzare a proprio piacimento uno dei più suggestivi complessi del centro storico. Per questo chiediamo all’assessore all’Urbanistica e all’assessore alle Politiche per la Casa quali provvedimenti si intendano adottare nei confronti del Comune di Fondi per il recupero del finanziamento destinato all’edilizia residenziale pubblica e, di fatto, utilizzato per altri fini, e se non ritengano opportuno richiedere alla suddetta Amministrazione anche il pagamento degli interessi maturati. Per quanto attiene al successivo finanziamento, a valere sulla stessa legge per euro 1 milione 446mila, per quali ragioni ad oggi non risultino assegnanti da parte del Comune di Fondi gli alloggi recuperati e ristrutturati con i suddetti fondi? Attendiamo una risposta puntuale – concludono Nieri e Zaratti”.

Interrogazione su “Complesso Giudea di Fondi” del 22-12-2010
Interrogazione su “Mancata risposta interrogazioni SEL” del 17-02-2011