Messo da parte, almeno per ora, il Piano Casa regionale, la maggioranza di centrodestra ci prova con il Piano Campeggi.
Oggi, infatti, è approdato in aula la proposta di legge n. 176/2011, Disciplina delle strutture ricettive turistiche all’aria aperta, che modifica in parte la legge del 2007 di organizzazione del sistema turistico laziale. Sotto silenzio la Giunta Polverini ha approvato una norma che è, di fatto, una trasformazione dei campeggi in strutture ricettive permanenti , dei veri e propri villaggi turistici.
Se il Consiglio dovesse approvare la legge così com’è, si consentirebbe di trasformare le strutture mobili – anche quelli non autorizzati o in contrasto con i piani regolatori e realizzati in aree protette – in vere e proprie unità abitative permanenti mutando in modo permanente le caratteristiche degli insediamenti.
Attività che la corte di Cassazione della terza sezione penale (sentenza 4974) ha già giudicato alla stregua di lottizzazione urbanistica. I campeggi, non autorizzati e fuori dal piano regolatore, potranno essere sanati, anche se presentano manufatti realizzati abusivamente. Non solo. Se una struttura è in un area vincolata, il Comune, secondo la presente legge, è obbligato a individuare un’area alternativa da cedere in compensazione.
Un’area che non potrà che essere area verde o destinata a servizi. Trattandosi di variante al Piano regolatore, dunque, la sanatoria prevede tempi e procedure abbreviate, per mezzo di accordi di programma di pubblico interesse. Nei campeggi del Lazio non troveremo più solo tende o roulotte, ma oltre ai bungalow ecco che compariranno villette, monolocali, bilocali e trilocali, non solo prefabbricate ma anche in muratura. I campeggi più o meno autorizzati delle coste laziali, ma anche della capitale, si trasformeranno in villaggi turistici con tante confortevoli ville, piscine, ristoranti e quelli che prima erano delle strutture all’aria aperta, con basso impatto ambientale, si trasformeranno in una colossale colata di cemento. “E’ un nuovo colpo di mano – denunciano gli esponenti di Sinistra Ecologia Libertà Luigi Nieri e Filiberto Zaratti – che hanno depositato decine di emendamenti al testo e chiesto, in apertura di seduta, di rinviare la proposta di legge in Commissione consiliare. Si tratta di fatto di una legge urbanistica che incide pesantemente sui territori, sui parchi e sulle aree protette, che non è mai passata né in Commissione Urbanistica, né in quella Ambiente. E non certo per il troppo lavoro della Commissione, visto che dal 14 aprile non si è più riunita. Evidenti problemi interni alla maggioranza, che erano già esplosi con la discussione del Piano Casa, hanno evidentemente consigliato di non riunire più questa commissione. Singolare altresì che una legge che incide sulle norme e sui territori delle aree protette non sia neanche stata inviata in Commissione Ambiente. E di un passaggio in queste commissioni c’era estrema necessità, come dimostra il testo arrivato in aula pieno di contraddizioni e contrasti a norme regionali e nazionali”. Bocciata la richiesta di rinvio, si è aperto il dibattito generale sulla proposta. Ma al momento di passare all’esame dell’articolato è mancato il numero legale. La seduta è stata rinviata. “Il rischio fondato – spiegano il consiglieri Nieri e Zaratti – è quello che dietro progetti di ristrutturazione e ampliamento si nascondano delle vere e proprie trasformazioni edilizie con dimensioni e materiali non sostenibili. Si prenda ad esempio il caso del camping Capitol, all’interno della pineta di Castel Fusano – area di massima tutela della Riserva del Litorale Romano – dove sono stati realizzati 640 mq di cemento da destinare a centro commerciale ora sottoposti a sequestro giudiziario. O l’emblematico caso del camping di Santa Anastasia nel Comune di Fondi, sequestrato sulla via Flacca il 20 aprile 2011 dal corpo forestale dello stato. Una struttura che nasce come campeggio ma nel corso degli anni si trasforma in un vero e proprio villaggio turistico di fascia costiera di 13 ettari sulla duna di Selva Vetere, per il quale si ipotizza il reato di lottizzazione abusiva in zona ovviamente con vincolo di in edificabilità assoluta. Quella dei campeggi è un altro dei punti dolenti dell’attività edilizia illegale presente nella nostra regione – concludono Nieri e Zaratti – dove la provincia di Latina è la regina dell’abusivismo edilizio sulle coste, con 1600 reati distribuiti fra i 12 comuni costieri.
Proprio qui si concentra il 50 per cento delle imprese del comparto turistico all’aria aperta del Lazio, un dato che pone quest’area del sud pontino al quinto posto della classifica nazionale. Con l’approvazione di questa legge si rischia di rendere totalmente libera qualsiasi attività edilizia illegale”.
Gruppo Consiliare Regionale Sel Lazio
